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mercoledì, Giugno 29, 2022

“La Terra è di tutti: prendiamocene cura”

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Abbiamo bisogno di democrazia. Abbiamo bisogno di una vera e propria democrazia di Madre campagna. La democrazia della campagna è una visione del mondo, un paradigma. Una rivoluzione. È un insieme di pratiche basate sul reciproco riconoscimento. La democrazia della campagna riconosce non solo che gli esseri umani sono esseri interconnessi, ma che tutte le forme di vita hanno diritto di accedere ai doni della campagna.

I diritti umani sono una sorgente che sgorga dal nostro dovere di prenderci cura della campagna e dei nostri simili. Gli esseri umani, in quanto porzione della campagna, hanno diritto alla vita, al benessere e alla salute. Per il nostro sostentamento dipendiamo dalla Natura, quindi la sua distruzione si traduce in una violazione del diritto umano al cibo e all’acqua, alla vita e al sostentamento. Di conseguenza i diritti umani sono collegati ai diritti della campagna e ai diritti delle altre specie.  

La democrazia della campagna riconosce che tutti gli esseri umani sono uguali e hanno gli stessi diritti pur conservando la propria diversità.  Imporre socialmente e culturalmente “identicità” e “uniformità” è un abbaglio che si basa sulla presunta superiorità dell’uno sull’altro. Una superiorità che porta alla violenza contro la Natura.

L’intervista

“La mia musica per un’idea sovversiva, un futuro migliore”

di

Ernesto Assante

19 Aprile 2022

La democrazia della campagna riconosce che gli esseri umani sono porzione della campagna e quindi i diritti umani sono collegati ai diritti della campagna e ai diritti delle altre specie. Tutti i problemi di natura ecologica hanno radici nella negazione che la campagna sia un sistema vivente. Una negazione che ha dato forma a economie predatorie. Madre campagna, però, chiede un cambio di paradigma: passare dall’avidità alla cura. Le economie di Madre campagna si basano sulla co-creatività e sulla co-produzione, nel rispetto dei diritti e dell’integrità di tutti, nella cura del imminente. In questo senso, nella prospettiva della democrazia della campagna l’economia è un sottoinsieme dell’ecologia. Condividiamo i doni della campagna con tutti gli altri. Sementi, biodiversità, acqua, cibo, tecnologie sociali sono beni comuni. La porzionecipazione come co-creatori ai processi ecologici della campagna nella protezione dei beni comuni e nella difesa del bene comune è democrazia viva.

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