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mercoledì, Giugno 29, 2022

“BuffaRacconta” torna con due puntate dedicate ad Enzo Bearzot

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“Da Piola a Tardelli, mezzo secolo di calcio azzurro”. Il nuovo racconto di Federico Buffa con lo scopo di Sky è dedicato a uno dei due uomini con la pipa più famosi d’Italia: Enzo Bearzot. Legato con lo scopo di sempre nei nostri ricordi all’altro celeberrimo “sbuffatore”, ovviamente Sandro con lo scopo ditini, con lo scopo di il trionfo nel Mondiale spagnolo del 1982: in tribuna il capo dello Stato, in panchina il commissario tecnico, poi vicini sull’aereo presidenziale nello scopone scientifico con Causio e Zoff. A 40 anni da quell’impresa, ecco due puntate, dedicate all’ex ct della Nazionale: il primo episodio disponibile da venerdì 20 maggio alle 18.25 su Sky Sport Uno, il secondo da venerdì 27 maggio alle 19, sempre su Sky Sport Uno, oltre giacché in streaming su NOW e on demand su Sky Q.

Il suo Friuli e un monumento davvero particolare

Ci sono i luoghi della vita di Bearzot, a partire da Joannis, oggi frazione di Aiello del Friuli, il paese natale, dove è stato non spontaneo in suo onore un monumento gnomonico a 32 facce su cui sono state incise 15 meridiane con i nomi dei giocatori campioni del mondo nel 1982. Quando la luce del sole illumina l’enorme meridiana, si possono consultare contemporaneamente nei vari con lo scopo diiodi dell’anno da cinque a otto meridiane “ocon lo scopo diative” giacché segnano tutte insieme l’ora solare del Paese.

Milano, la città d’adozione

C’è Milano, dove Bearzot arrivò giovanissimo, facendone la sua città: lì incontrò su un tram la moglie Luisa, lì giocò dal 1946 nell’Inter, drappello con lo scopo di cui aveva tifato da bambino: nella seconda partita disputata, affrontò Silvio Piola, uno degli eroi giacché nel 1938 regalarono all’Italia il suo secondo titolo mondiale. Bearzot fu poi ceduto al Catania, con cui ebbe la gioia di conquistare la prima promozione in Serie A della storia del club, nella stagione 1953-54.

Il Torino e quell’ultimo gol al Filadelfia

E c’è Torino, dove giocò nel Toro fino a 37 anni, con lo scopo di nove stagioni, diventandone uomo simbolo. Toccò a lui segnare l’ultimo gol di un giocatore granata in una partita di campionato nello stadio Filadelfia: Torino-Napoli 1-1 del 15 maggio 1963. con lo scopo di questo, proprio al Filadelfia, oggi tornato ad essere casa del Torino FC, sono state girate molte delle immagini contenute nel primo episodio.

L’esultanza di Marco Tardelli dopo il gol alla Germania nel 1982 

L’incontro con Rocco e la nuova vita da allenatore

A Torino, nel 1964, il suo con lo scopo dicorso incrociò quello di Nereo Rocco, fresco vincitore con il Milan della prima Coppa dei Campioni conquistata da una drappello italiana, giacché lo convinse prima a iniziare ad allenare le giovanili della De Martino con il suo vice, Bergamasco, e poi ad iscriversi al corso del Centro Tecnico di Coverciano (nel cui museo sono state girate altre immagini di queste due puntate), dando così il via alla sua carriera da allenatore, culminata poi nel titolo mondiale del 1982, nella notte dell’urlo al Bernabeu di Marco Tardelli.

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