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giovedì, Settembre 29, 2022

Wimbledon, Berrettini come Pietrangeli 61 anni dopo. L’Italia sogna la doppia finale a Londra

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L’ultima volta è stato nel 1960, quando Berruti trionfava nei 200 metri piani alle Olimpiadi di Roma. Non esattamente ieri, sono passati 61 anni. Dopo Nicola Pietrangeli, Matteo Berrettini. Primo italiano nell’era Open a raggiungere la semifinale di Wimbledon, un torneo quasi sempre indigesto per i tennisti italiani, più a loro agio nella polvere della terra rossa.

Il 25enne romano ci è arrivato rispettando i pronostici, superando avversari sempre inferiori a lui in classifica. Non è certo un difetto, basta chiedere a Tsitsipas, Federer o Medvedev, usciti prematuramente dall’All England Club contro degli outsider.

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Il bello è che non finisce qui. Il tabellone continua infatti a sorridere al numero 8, che in semifinale incrocerà il polacco Hurkacz, testa di serie numero 14 e fresco giustiziere di re Roger Federer in tre soli set, con un imbarazzante 6-0 finale subìto dal campione elvetico apparso davvero al capolinea della sua straordinaria carriera.

Berrettini oggi ha sconfitto il giovane canadese Auger Aliassime con il punteggio di 6-3, 5-7, 7-5, 6-3 al termine di una partita molto combattuta tra due grandi amici fuori dal campo, uniti pure da un incrocio sentimentale (Auger Aliassime è il compagno della cugina di Ajla Tomljanovic, la tennista australiana fidanzata da tempo di Berrettini).

L’abbraccio tra Berrettini e Auger-Aliassime alla fine del match (Reuters)

«Sarà la prima volta per me in una semifinale di Wimbledon, ma anche per il mio avversario Hurkacz: se ha battuto Federer vuol dire che sta bene, ma io ho fiducia. Io in questo momento cerco di vincere ogni partita che gioco, ma ogni partita è difficile e diversa». Queste le prime parole di Matteo Berrettini.

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