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giovedì, Settembre 29, 2022

RadiciGroup lancia il collant con pet riciclato e investe nella filiera sostenibile

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«Investiamo in sostenibilità da 40 anni e certifichiamo la nostra visione e l’impegno a tutela dell’ambiente e delle persone nell’apposito bilancio, che redigiamo da 15 anni, molto in anticipo sugli obblighi di legge. Per questo abbiamo imparato e crediamo che nel tessile-moda-abbigliamento i progetti di sostenibilità debbano essere di filiera, debbano vedere la collaborazione di aziende con competenze diverse ma specifiche e con lo stesso desiderio di creare un modello economico diverso e migliore». In queste parole sta l’essenza delle scelte imprenditoriali di Angelo Radici, presidente di RadiciGroup, la cui sede principale è a Villa d’Ogna, in provincia di Bergamo, e che rappresenta una delle eccellenze tessili lombarde e del distretto bergamasco in particolare.

Con un fatturato 2019 che aveva superato il miliardo di euro e oltre 3mila dipendenti, RadiciGroup è un’azienda che su temi come la sostenibilità può davvero fare la differenza, con le sue scelte interne e, forse ancora di più, con i progetti condivisi con altre aziende. Specializzata in poliammidi, fibre sintetiche e tecnopolimeri destinati ad applicazioni in diversi ambiti, principalmente però nel settore tessile-moda, nel solo mese di aprile RadiciGroup ha annunciato due nuove collaborazioni. La prima con Oroblù: dal marchio di calze di proprietà della Csp International di Mantova è nato Oroblù Save the Oceans, il primo collant in Italia realizzato con filati ottenuti dal riciclo del pet delle bottiglie.

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La seconda collaborazione è con Macron, azienda nata a Bologna nel 1971 e da sempre specializzata in abbigliamento sportivo. Dall’unione di competenze e visione è arrivato un altro primato in Italia, dopo quello del collant con Oroblù: la prima calza sportiva creata con filato in nylon 6 da recupero meccanico e realizzata industrialmente. Il filato utilizzato, fortemente innovativo e recentemente lanciato RadiciGroup, si chiama Renycle ed è l’unico filato italiano realizzato al 100% in nylon 6, anch’esso da riciclo meccanico.

«Ci sono sempre più persone, aziende e leader politici consapevoli dell’emergenza climatica e ambientale, come conferma il recente vertice globale voluto dal presidente americano Joe Biden e tutti gli ambiziosi obiettivi annunciati dai Paesi che hanno partecipato – sottolinea Angelo Radici –. Ma i progetti vanno concretizzati: noi siamo convinti che la strada è l’economia circolare, sicuramente nel tessile-moda».

La calza realizzata con Macron

Ogni prodotto pensato per il consumatore finale, dal pret-a-porter agli accessori, dall’abbigliamento tecnico a quello sportivo, coinvolge moltissime aziende, materie prime e processi. Perché un capo finito sia riciclabile, ogni componente deve esserlo e, come spiega il presidente di RadiciGroup, meno componenti ci sono, meglio sarebbe. «Assistiamo a molto greenwashing, come si dice da qualche tempo. Aziende e marchi parlano di riciclo, riuso, riutilizzo. In RadiciGroup preferiamo annunciare i risultati, più che gli obiettivi – precisa –. Ma ultimamente abbiamo deciso di comunicare di più e meglio cosa c’è dietro un nostro progetto: credo che la sensibilità dei consumatori finali, specie quelli più giovani, sia cambiata. Sono i primi a chiedere trasparenza e tracciabilità e sono i primi a capire che l’attuale modello economico lineare deve cambiare, mirando a diventare circolare».

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