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giovedì, Settembre 29, 2022

No Green pass «offendono la memoria della Shoah». Condanna per il corteo di Novara

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Una fila di persone agghindate con pettorine bianche e grigie, alcune addirittura con un numero. Si tenevano unite con una corda che simboleggiava un filo spinato. A Novara l’ultima iniziativa dei no green pass – alcune decine – ha visto i manifestanti paragonarsi ai deportati di Auschwitz.

Quello di Novara non è stato il primo tentativo da parte di alcuni esponenti del movimento di paragonarsi ai perseguitati ebrei sotto il nazifascismo. In altre parti d’Italia nelle settimane precedenti si erano visti alcuni manifestanti sfilare sfoggiando una stella gialla sugli abiti o facendo riferimento alle persecuzioni, ma il corteo nella città piemontese di sabato 30 ottobre ha suscitato una reazione corale e indignata da più parti, coinvolgendo dall’Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane) all’Anpi.

Shoah usata in modo distorto e vergognoso

«Da mesi il movimento no vax continua a utilizzare in modo distorto e vergognoso la Memoria della Shoah. Ultimo allarmante caso, quello di Novara dove i manifestanti anti-vaccini e Green pass hanno farneticato di essere come “i prigionieri di Auschwitz”, vestendosi come tali» dichiara Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Vercelli Rossella Bottini Treves, che ha in gestione la sezione di Novara.

La presa di posizione dell’Anpi

Con un post su Twitter l’Anpi nazionale ha commentato la foto del corteo scrivendo «la vergogna dell’ignoranza».

Green pass non paragonabile a campi di concentramento

«È pazzesco che si manifesti in questo modo. La storia bisogna conoscerla e fatti del genere mi lasciano senza parole. Lo sforzo della nostra Comunità va soprattutto nella direzione della conoscenza, del sapere. Ovviamente del sapere rivolto a tutti, non solo alle nuove generazione di ebrei. È evidente – evidenzia Bottini Treves – che si tratta di un problema culturale, altrimenti non vedo come sia possibile concepire cose di questo genere. Non si può accostare una tematica come quella sul Green Pass a quella del filo spinato dei campi di concentramento e della Shoah».

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