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sabato, Agosto 13, 2022

L’Antitrust italiana avvia cinque istruttorie contro il Nutriscore

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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato cinque istruttorie sull’uso del Nutriscore da parte delle società italiane Gs, Carrefour Italia, Pescanova e Valsoia, delle società francesi Regime Dukan e Diet Lab, della società inglese Weetabix e di una marca tedesca di caramelle. Il timore, evidenzia l’Antitrust, «è che l’etichetta a semaforo, in assenza di adeguate avvertenze, venga erroneamente percepita come una valutazione assoluta sulla salubrità di un determinato prodotto, prescindendo dalle dieta e dallo stile di vita di un individuo, dalla quantità e dalla frequenza di assunzione del prodotto all’interno di un regime alimentare variegato ed equilibrato».

L’Autorità ha avviato anche un’istruttoria nei confronti del titolare dell’app francese Yuka, scaricabile dagli App Store di Google e Apple, che si propone di dare una valutazione salutistica dei prodotti alimentari basata in larga misura sul sistema Nutriscore e che fornisce proposte alternative per i prodotti giudicati mediocri o scarsi. In particolare, nel caso dell’app Yuka, secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato non è chiaro il criterio in base al quale sono ordinate e proposte le alternative al consumatore.

Coldiretti plaude all’iniziativa: «L’istruttoria avviata dall’Antitrust sul Nutriscore è importante per fare chiarezza su un sistema di etichettatura che boccia ingiustamente l’85% del made in Italy a tavola – si legge in una nota dell’associazione – l’Italia si sta muovendo con intelligenza per rafforzare ulteriormente una coalizione a supporto di un sistema armonizzato, che sia diverso dal Nutriscore e che vada a rivedere alcuni dei principi e idee alla base del sistema francese». Al momento, dalla parte dell’Italia si sarebbero già schierate Repubblica Ceca, Romania, Cipro, Grecia e Ungheria.

Per il Codacons l’apertura di una istruttoria da parte dell’Antitrust è un’iniziativa fondamentale: «Sistemi come il Nutriscore rappresentano una semplificazione estrema di indicazioni salutistiche e nutrizionali importantissime e sono in grado di fuorviare ed ingannare i consumatori modificando sensibilmente le loro decisioni di acquisto – afferma il presidente, Carlo Rienzi – queste semplificazioni danneggiano non solo i consumatori, ma anche gli agricoltori e l’intero settore del Made in Italy».

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