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domenica, Maggio 22, 2022

La corsa alle auto elettrica crea opportunità d’investimento

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La rivoluzione dell’auto green non si ferma, anzi è destinata a un’accelerazione dopo che il governo italiano si è adeguato alle decisioni comunitarie, stabilendo dal 2035 lo stop alle immatricolazioni di auto con motore endotermico, siano esse a benzina, diesel o ibride. La decisione, adottata dal Cite (Comitato interministeriale per la transizione ecologica), rischia di cambiare radicalmente gli equilibri nel mercato, andando a premiare le aziende di automotive più avanzate sul versante dell’elettrico e a marginalizzare quelle che non tengono il passo dell’innovazione.

I cambiamenti attesi negli anni a venire vengono seguiti con grande attenzione dai gestori, in linea con la tendenza della finanza a individuare l’evoluzione dei mercati con largo anticipo. “Riteniamo che le prospettive per il mercato dell’auto elettrica siano assolutamente promettenti e, se gli investitori vogliono accrescere la loro esposizione alle sue opportunità di sviluppo, ci sono alcuni aspetti a cui dovrebbero prestare particolare attenzione”, spiegano da Lgim.

Secondo quanto rilevato dalla società di ricerca Jato, lo scorso agosto le immatricolazioni delle auto elettriche in Europa hanno superato quelle delle auto diesel per la prima volta nella storia. Anche se va precisato che nel calcolo sono incluse le auto puramente elettriche, le plug-in hybrid, le full hybrid e le mild hybrid. Inoltre Bloomberg New Energy Finance stima che nel 2025 i veicoli elettrici arriveranno a costare meno di quelli a combustione interna, mentre nel 2037 li supereranno anche nelle vendite.

Inoltre è stato stimato che nel 2022 saranno disponibili sul mercato globale 500 modelli di e-car, grazie al fatto che la densità energetica media delle batterie crescerà di un tasso compreso tra il 4% e il 5% l’anno e considerando anche che nuove batterie verranno lanciate sul mercato.

Come possono gli investitori trarre potenziali vantaggi da questo sviluppo? “Dal nostro punto di vista è importante selezionare anche quelle imprese che producono batterie competitive sul mercato e non limitarsi solamente a coloro che le utilizzano o ai fornitori di servizi secondari”, spiegano da Lgim. La catena di approvvigionamento delle auto elettriche è composta da numerosi segmenti, che vanno dalla produzione di batterie a quella delle stazioni di ricarica, ai sistemi di guida e alle componenti hardware. “Alcuni di questi segmenti sono meno disruptive di quanto non lo sia la tecnologia delle batterie; per esempio, alcune aziende attive nel settore automotive dovranno semplicemente modificare i loro prodotti in modo da riadattarli ai veicoli elettrici, senza impiegare nuove tecnologie”, sottolinea il report della società di asset management. “Ad esempi, i sistemi di infotainment possono essere utilizzati sia nei veicoli elettrici, sia in quelli con motore a combustione interna. Pertanto, a nostro avviso è essenziale che gli investitori riescano a distinguere i player più importanti da quelli secondari all’interno del comparto”.

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