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mercoledì, Giugno 29, 2022

Ex Ilva tira di nuovo il freno a Taranto e ferma altoforno 4 e acciaieria 1

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L’acciaio continua la sua stagione felice ma l’ex Ilva di Taranto è nuovamente costretta a tirare il freno a mano. Acciaierie d’Italia nell’incontro ha avuto il 29 novembre con le sigle metalmeccaniche ha comunicato che dall’1 dicembre e sino al 20 gennaio si fermerà l’altoforno 4, uno dei tre attualmente in funzione nel siderurgico. Lo stop, che trascinerà anche l’acciaieria 1, è dovuto a problemi tecnici e impiantistici che lo stesso altoforno 4 accusa da alcune settimane.

Fonti sindacali hanno parlato di lesioni al crogiolo ma l’azienda non ha mai detto nulla a tal proposito. E dopo l’incontro Fim Cisl e Fiom Cgil hanno dichiarato che saranno effettuati “interventi di natura straordinaria che saranno valutati durante la stessa fermata”. Sarà necessario svuotare l’altoforno prima di procedere. Uilm e Usb hanno ricordato che mesi addietro l’altoforno 4 é già stato sottoposto a lavori costati circa 70 milioni. L’alt all’acciaieria 1 è invece una conseguenza di quello che accade a monte. Con due soli altiforni in marcia, non si giustificano due acciaierie e quindi rimane in funzione solo la 2.

Al di là della ripercussione sui livelli produttivi di ghisa e di acciaio (quest’anno, dopo un 2020 chiuso con una produzione di acciaio di poco superiore ai 4 milioni di tonnellate, l’azienda, di cui è partner Invitalia, aveva ipotizzato una risalita a 5 milioni di tonnellate), tutti da valutare i riflessi sulla forza lavoro e sulla cassa integrazione che peraltro è già in atto nel sito di Taranto. Fim e Fiom dicono che Acciaierie d’Italia “ha informato che nei prossimi giorni saranno comunicati i futuri assetti dell’area a freddo in quanto ad oggi sono in corso delle valutazioni da parte aziendale”. La Uilm, invece, non esclude sin d’ora un incremento della cig proprio perché si fermano altri impianti. La cassa integrazione aperta a Taranto coinvolge un numero massimo di 3.500 addetti tra impiegati e operai ma realmente in cig sono tra i 1.800 e i 1.900 dipendenti stando agli ultimi numeri comunicati da Acciaierie d’Italia. Il numero massimo è indicato nella procedura di cig proprio per consentire un uso flessibile, e correlato alle esigenze, degli ammortizzatori sociali.

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