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giovedì, Settembre 29, 2022

Alt del ministero ai «furbetti» del vaccino: obbligo anche per i docenti assenti

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Il personale scolastico che pensava di poter aggirare l’obbligo vaccinale dandosi malato o semplicemente assentandosi dovrà rivedere i propri calcoli. E correre a prenotare la dose se vuole evitare la sospensione dal servizio (e dallo stipendio). Con una nuova circolare il capodipartimento dell’Istruzione, Stefano Versari, ribadisce che la vaccinazione per prof, Ata e dirigenti scolastici è da considerarsi obbligatoria, a prescindere che il prof sia presente o meno. A meno che non rientri in uno dei casi di esclusione previsti espressamente dalla norma.

Stop ai furbetti del vaccino

Rispondendo a un parere pervenuto al ministero la nota di viale Trastevere specifica che: «A partire dal 15 dicembre, l’obbligo vaccinale si applica a tutto il personale scolastico, incluso quello assente dal servizio per legittimi motivi». Ricordando quanto spiegato con la circolare 1889/2021 a proposito dei casi di eccezione che rimangono la sospensione per
«collocamento fuori ruolo, comando, aspettativa per motivi di famiglia, mandato amministrativo, infermità, congedo per maternità, paternità, per dottorato di ricerca, sospensione disciplinare e cautelare».

L’obbligo del dirigente scolastico

Con l’occasione la nota ricorda ai dirigenti che devono procedere a verificare chi è in regola e chi non lo è. Questi ultimi vanno invitati «a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, uno dei seguenti documenti: documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione; attestazione relativa all’omissione o al differimento della stessa; presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dalla ricezione dell’invito; insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale». Una volta ricevuto l’invito del preside a regolarizzare la loro posizione i i diretti interessati hanno 5 giorni per farlo, altrimenti scatta la sospensione dal servizio e dallo stipendio.

Le mansioni alternative per i «fragili»

La circolare prova a chiarire un altro dubbio che era balenato nella mente dei presidi. A proposito delle mansioni alternative a cui destinare i lavoratori «fragili» che, in quanto tali, sono stati esentati dalla vaccinazione.
Specificando che non si tratta di un «obbligo tout court , quanto piuttosto la possibilità, per il datore di lavoro, di adibire il personale esente/differito dalla vaccinazione a mansioni diverse da quelle ordinariamente svolte», Versari spiega che la prima strada, una volta acquisite le valutazioni tecniche del medico competente e del Rspp, porta a farlo proseguire «nello svolgimento della prestazione lavorativa cui è normalmente adibito». Magari dotandosi di mascherina Ffp2 o visiera protettiva.
Se proprio non si riuscisse a minimizzare il rischio di contagio per sé e per gli altri a quel punto si potrebbe pensare alle mansioni alternative. E anche qui arriva un elenco di ipotesi applicabili ai docenti, quali «attività di programmazione, di potenziamento a distanza degli apprendimenti, di supporto alla didattica erogata agli alunni in istruzione domiciliare, ecc.».

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