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mercoledì, Giugno 29, 2022

Allarme Invalsi, il 9,5% esce da scuola con competenze di base «fortemente inadeguate»

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La scuola italiana ha perso terreno, con la pandemia che ha lasciato un solco profondo negli apprendimenti. Alle medie il 39% degli studenti non ha raggiunto il livello di accettabilità in italiano (nel 2018 e nel 2019, quindi in periodi pre crisi, si era fermi al 34%), con un calo generalizzato in tutto il Paese. Male anche in matematica, dove il 44% dei ragazzi usciti a giugno dalla terza media non ha raggiunto le competenze minime (39% nel 2019, 40% nel 2018). E in entrambe le discipline, ad andare peggio sono gli alunni socialmente svantaggiati. L’inglese sostanzialmente tiene, così come la primaria, dove i risultati 2021 sono in linea con quelli pre pandemia.

In quinta superiore forti cali in italiano e matematica

In quinta superiore si assiste a una vera e propria debacle, con il 44% di studenti che non è arrivato al livello minimo in italiano (35% nel 2019) e addirittura il 51%, vale a dire uno su due, in matematica (42% nel 2019).

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Il 9,5% esce da scuola con competenze inadeguate

Un altro dato preoccupante riguarda “le diseguaglianze”. Dai dati Invalsi è emerso come il 9,5% degli studenti (pari a circa 40-45mila ragazzi) che esce dalla scuola possiede competenze di base fortemente inadeguate (la cosiddetta “dispersione implicita”). Eravamo al 7% nel 2019.

I numeri delle prove

Le prove Invalsi 2021 si sono svolte a conclusione di un anno scolastico molto particolare, ancora profondamente influenzato dalla persistenza del Covid-19. Si tratta delle prime prove standardizzate rivolte a tutti gli studenti dopo lo scoppio della pandemia e che ha comportato la sospensione delle rilevazioni nel 2020. Rappresentano, quindi, la prima misurazione su larga scala degli effetti sugli apprendimenti di base conseguiti (italiano, matematica e inglese), dopo lunghi periodi di interruzione delle lezioni in presenza a causa dell’elevato numero dei contagi.

Partecipazione elevatissima da parte delle scuole

Fa riflettere infine come, nonostante le difficoltà organizzative dovute alla pandemia, la partecipazione delle scuole è stata elevatissima in entrambi i cicli scolastici (oltre il 98% nella scuola primaria, il 93% nella scuola secondaria di primo grado e l’82% nella scuola secondaria di secondo grado). Ciò testimonia, conclude Invalsi, la riconosciuta necessità di poter disporre di dati attendibili proprio in un periodo caratterizzato da un brusco cambio di rotta delle modalità di insegnamento. In numeri assoluti, le prove, computer based, hanno coinvolto oltre 1,1 milioni di allievi alla primaria (seconda e quinta elementare), 530mila studenti di terza media e 475mila di quinta superiore.

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